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MULINO CORNALETO DI PIGNOLA PZ:


MULINO CORNALETO DI PIGNOLA PZ

Mulino Cornaleto di Pignola PZ

Una passeggiata nell'entroterra lucano, immersi in una rigogliosa vegetazione, per vivere la suggestiva atmosfera di un vecchio mulino ad acqua ristrutturato dalla famiglia Cammarota, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Basilicata, con grande accuratezza e nel rispetto delle tecnologie originali.
Un percorso volto alla scoperta del paesaggio rurale e naturalistico di un angolo della Basilicata.

Il mulino “Cornaleto” è uno dei mulini ad acqua più caratteristici e meglio conservati della Basilicata, che nel XIX sec. ne contava più di 800, diffusi principalmente nelle zone montuose della regione.
Il mulino risale all'Ottocento e ha funzionato fino al 1960, quando fu abbandonato dal mugnaio, che abitava proprio nella casetta di fronte con la sua famiglia.
Fu poi acquistato dalla famiglia Cammarota, a cui va il merito di averne ristrutturato l’edificio con grande accuratezza e rispetto delle tecnologie originali.
Il mulino è strutturato su due piani. Nel piano superiore si trovano due coppie di macine in pietra, una usata per macinare il grano e l’altra per il mais.
Diversamente dai più noti mulini la ruota idraulica è posizionata in orizzontale.
Osservando il mulino dall’esterno salta all’occhio l’imponenza della torre in pietra alta circa 9 metri. La torre garantiva il funzionamento del mulino, favorendo la caduta dell’acqua sulla ruota idraulica.

Il panorama boschivo presente nella zona del Mulino è caratterizzata da numerosi arbusti di corniolo, albero dal legno molto resistente all'usura e quindi idoneo alla fabbricazione dei componenti del mulino, sottoposti a forti sollecitazioni meccaniche. Tale presenza ha dato il nome al bene, detto appunto Mulino "Cornaleto". Si riscontra inoltre la presenza di specie ripariali (quali salici, ontani e pioppi) lungo il torrente Fiumucello, affluente del Basento nonché alberi di frassino, acero, noce, cipresso, tuja, castagno, ciliegio, cerro, nocciolo.
Agli arbusti autoctoni ed alloctoni si affianca una grande varietà di specie erbacee: tarassaco, geranio nodoso, carota selvatica, rovo, etc.

fonte: FAI


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REDAZIONE, Pisa
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